diceva anna magnani, al truccatore che voleva coprirle le rughe prima di girare una scena:

lasciamele tutte. ci ho messo una vita a farle.

vi presento l’ultima arrivata della sezione “frasi che mi porterò appresso tutta la vita”.

(come capita sempre in questi casi, m’è piombata addosso proprio il giorno in cui ho decretato la comparsa ufficiale della mia Prima Ruga)

l’ho appena sentita in un documentario. un documentario con cui non sono del tutto d’accordo. e, in alcuni punti, non mi piace com’è scritto il testo. ma sono opinioni personali, personalissime. a prescindere da esse, credo che un’occhiata la si debba dare. sottolineo “debba”.

il corpo delle donne

lo stupendo barattolone fucsia del vanish

lo stupendo barattolone fucsia del vanish

un altro dei sintomi della mia irreversibile sindrome di diogene è il fatto che non riesco a buttare quasi mai i contenitori di vanish.

ma dico, sono così carini, tutti fucsia, pare proprio peccato buttarli. allora mi sono detta, l’internet è piena di gente intelligente, figurati se nessuno ha scritto i mille usi dei barattoloni usati di vanish. ok, non ho trovato niente.

eppure quei cosi col tappo a vite devono avere una loro utilità nascosta, io sento che hanno ancora molto da dare, al mondo così come alla mia vita. solo che non ci ho ancora riflettuto abbastanza, non sono stata brava, non li ho compresi bene.

cioè, a parte l’award per la confezione meno eco-compatibile del mondo, devono avere un senso. anzi, ce l’hanno di sicuro. e io non demordo, prima o poi lo scoprirò.

che - el argentino che - guerrilla

il motivo per cui sono andata a vedere questi due film non ha niente a che fare con benicio del toro, o con benicio del toro vestito da guerrigliero, o con benicio del toro vestito da guerrigliero e costantemente inquadrato, o con benicio del toro vestito da guerrigliero e costantemente inquadrato, con la barba lunga e i capelli tutti disordinati. o con benicio del toro vestito da guerrigliero e costantemente inquadrato, con la barba lunga e i capelli tutti disordinati, seduto per terra che scrive su un taccuino tipo moleskine. (potrei continuare per un po’ di paragrafi, ma è già imbarazzante confessarlo, figuriamoci poi andare fino in fondo. una quindicenne.)

coming up next, more confessions! anche più imbarazzanti. stay tuned!

National Geographic, molti numeri. Il Messaggero di oggi. Uno speciale Oggi sui casi di cronaca nera irrisolti. Un Chi vecchio.

”La cultura ha il compito di far valere di fronte alla forza le esigenze della vita morale. Contro il politico che obbedisce alla ragion di Stato, l’uomo di cultura è il devoto interprete della coscienza morale. Queste antitesi appaiono continuamente, or l’una or l’altra, nel dissidio tra i diritti della cultura e quelli della politica e colorano in varia misura il dissenso tra intellettuali e politici” (N. Bobbio, 1954). Per quali ragioni il rapporto tra cultura e politica è conflittuale? Quali situazioni storiche, recenti o remote, consentono di verificare la natura dei rapporti tra cultura e politica? Sviluppate l’argomento proposto rispondendo ai quesiti indicati e integrandone, eventualmente, lo svolgimento con riferimenti ad altri aspetti da voi liberamente individuati.

(traccia di attualità della maturità 1996/97)

a) non mi ricordavo di avere scelto questa traccia, e questo la dice lunga sulla mia anzianità. cioè, io, stamattina, non mi ricordavo la traccia della mia maturità. poi, dopo alcune elucubrazioni, sono giunta alla conclusione che poteva essere solo questa. le altre non le sapevo, non le sapevo sicuro (storia, chi l’ha mai studiata. greco, mai studiato letteratura greca, preferivo “classico greco”, teoria letteraria zero. italiano, meno che mai: terrorizzata dai temi di letteratura italiana, rischiosissimi. una volta ho pure iniziato un tema di letteratura italiana scrivendo “io odio i temi di letteratura italiana”. grazie per non avermi ucciso, professoressa supplente, ed aveva ragione, se ci fosse stata la professoressa titolare, quella di cui facevamo l’imitazione con l’accento tedesco, non mi sarei mai permessa. per cui, davvero, mi scusi.)

b) personalmente, in questo momento, non sarei in grado di sviluppare questa traccia. quindi o 12 anni fa ero molto più intelligente di adesso (probabile), oppure MIO DIO, non voglio neanche pensare a cosa posso avere scritto. no, non voglio pensarci. soprattutto nella parte “situazioni recenti o remote”, vista la sviluppatissima coscienza politica che avevo all’epoca.

vergogna con 12 anni di ritardo. e ho pure preso 60.

per smettere di fare dichiarazioni compromettenti e lavorare in tv

Fede promette un lavoro alla ragazza che accusa Berlusconi.

È un po’ come dire: “Il posto è tuo, basta ritrattare quello che hai detto.”

è in momenti come questi che mi chiedo se il progresso è davvero utile. “l’utilità del progresso dipende dall’uso che se ne fa.”
ah, allora il problema è mio :)

[tag useless is useful, parlarsi addosso]


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