Uscire di casa per andare al cinema nell’epoca dei torrent, dei bluray, ma pure del vod e di youtube, è un’impresa epica. Quando decidi di compierla e nell’incoscienza più totale lasci anche salire le tue aspettative, al 95% vai incontro a delusione sicura, quando non ad amara constatazione del tempo che sarebbe stato meglio impiegare anche senza fare un cazzo, ma almeno comodi sul divano di casa. C’è poi però quel cinque per cento rimanente, che in genere non solo soddisfa le aspettative ma in alcuni casi addirittura le supera, facendo il giro pure un paio di volte, e quelli sono i casi in cui esci dalla sala contento come un bambino, che ti sembra di scendere dalle montagne russe, che hai visto uno spettacolo pazzesco, che sons et lumière non sono stati sprecati invano e semplicemente gettati addosso all’audience tanto per giustificare il prezzo del biglietto. E sono quei momenti, che capitano ormai sempre più raramente, che però ti ricordano quanto cazzo è bello andare al cinema. Io credo che questo sia il compito di un film: prelevarti dalla tua poltrona con la mano gigante di un robottone, e scaraventarti dentro un altro mondo, farti piangere, ridere, restare a bocca aperta. Poi c’è chi ci resta perché non aveva mai visto un uomo richiamare una donna dopo averle detto “ti chiamo io”, chi perché il significato della vita è in un pianosequenza di un quarto d’ora di una palla che rotola verso il mare, chi perché un robot gigante che pista un mostro gigante con una petroliera è la cosa più tamarra dell’universo. Ma bisogna restarci, altrimenti non c’è gusto, altrimenti mi guardo Gambero Rosso HD che mi dà più calorie. (in questo senso, “go big or go extinct” mi pare un ottimo imperativo, e non mi sembra casuale che sia il claim di uno dei pochi film visti ultimamente che mi hanno fatto uscire dalla sala contenta, con la tentazione di rivederlo – magari senza doppiaggio.) (Vabbè, e comunque grazie, Guillermo. Saranno pure tanti, gli scassacazzi che non hai convinto – per lo più poveri cristi incapaci di applicare la sospensione dell’incredulità quelle poche volte in cui vale la pena farlo –  ma Pacific Rim è un capolavoro. )