hollywood kitchen


casomai qualcuno avesse avuto l’ardire di pensare “la più grande showgirl dell’universo è fuori forma ultimamente”

i titoli alternativi di questo post erano:

– lady gaga, PUPPA.

– cameriere no, sono democratica, facciamo cheerleader. se neri, va bene corista. ah, e comunque Io sono sexy e I know it, non quei pischelli inguardabili.

– fighi questi pezzi, vero? sono tra i singoli più importanti della storia del pop. ah, sono MIEI.

– pensavo a una cosa sobria, intima, un paio di ballerini e qualche candela. che ne dici? TAGLIATEGLI LA TESTA!

– spegnete tutto. (ammesso che ci sia rimasta ancora energia elettrica)

– ce l’hai presente il sarto della carrà? ecco, una roba del genere ma sotto crack, insomma MOLTOH OROH.

– dici che non è sobrio? la sobrietà va bene per i funerali. degli altri.

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mark zuckerberg person of the year 2010 - Time

E perché so che, anche dopo questo riconoscimento, non smetterai di rosicare. Sei il mio idolo, Mark.

uno dei dischi più ascoltati in vita mia, forse.
ovviamente l’embed su wordpress non funziona.
(trattavasi di flash con possibilità di scaricare gratis un live degli amati Pixies.)
si può fare clic sull’embed dove ho trovato la segnalazione, qui.

non sono neanche passati 12 giorni da capodanno e già è uscito il primo capolavoro musicale dell’anno.

non vorrei produrmi in giudizi affrettati, la Storia ci dirà in seguito dove si posizionerà questa canzone, ma mi sento di poter affermare che i versi

qui c’è qualcuno che bussa
ma non alla porta
è dentro di me

sono assolutamente allo stesso livello di

lui nuota in te

di nek.

chiudo segnalando questa deliziosa intervista doppia, che a marzo, stando all’estero, mi ero persa. voglio assolutamente anche io fare l’intervista doppia con la mia dolce metà di schermo.

per una trattazione più approfondita della canzone di cui sopra, vi rimando a questo articolo: gli autori, anzi, i due geni che l’hanno scritto, sono amici miei. signoramaria, segnalazioni di qualità, link di qualità, network di qualità.

parlare di zoolander va un casino oggi. comunque, lo giuro, questo è l’ultimo. (nel senso: il trattato di semiologia visiva e sociologia dei consumi dal titolo “zoolander e il sottotesto narrativo sull’uso della telefonia mobile alla fine degli anni ’90” lo pubblicherò più avanti)

celebriamo l’evento: pare che il sequel di zoolander esca davvero.

(anche se io avrei preferito un prequel.)

(sto in fissa con zoolander)

dalla trama di zoolander su wikipedia:

“Tornato nel suo appartamento, i tre coinquilini cercano di tirargli su il morale portandolo da Starbucks, ma muoiono in un incidente mentre combattono con la benzina.”

Laughing Out Loud.

l’ennesimo motivo per amare “zoolander”.

quando avevo letto “glamorama”, di bret easton ellis, ovvero un paio d’anni dopo aver visto “zoolander”, avevo pensato: “ma è zoolander!”, ma me l’ero poi tenuto per me, per timore di essere lapidata dai fan di ellis.

scopro solo oggi che, in effetti, zoolander è uscito dopo il libro di ellis. ed ellis ha fatto causa a ben stiller. la cosa poi è stata risolta con un accordo privato, di cui ellis non può parlare.

LOL.

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