tech for housewives


Non c’è internet o aggeggio che tenga. Se sei pigro, la tecnologia serve solo a scoprire nuovi impensabili livelli di pesaculismo.

Potrei raccontare di quando dovevo stampare una cosa. Bastava andare nella stanza accanto, collegare la stampante e premere “stampa”, ma no. Propongo al tizio di inviargli il file via mail, lui dice che non ha la stampante, “passami il file su una chiavetta USB”. E improvvisamente stampare m’è parso molto più desiderabile che prendere la chiavetta usb, collegarla al computer, passare il file, scollegarla, scendere una rampa di scale con la chiavetta in mano.

Oppure potrei raccontare della gioia quando ho saputo che Xmarks sta per morire: così non devo organizzarmi i segnalibri. E delle madonne quando ho saputo che invece Xmarks non morirà.

Sono certa che se avessi una lavastoviglie, invece di lamentarmi di quanto mi pesa il culo a fare i piatti, passerei il tempo a maledire i bottoni da premere, i lavaggi da avviare, le stoviglie da caricare e scaricare. E se ci fosse qualcuno che lo fa al posto mio, il problema sarebbe impartire gli ordini. E se non avesse bisogno di ordini impartiti…

io ciò mister angelo.

grand opening

un vero negozio utile.

spero solo di non avere impegni il giorno dell’aperitivo di apertura.

l’immaterialità deresponsabilizza.

e io credo di avere appena comprato una macchina del pane.

erano mesi che lo desideravo, e sono felice di averlo desiderato abbastanza.

oggi esce il pacchetto Lady Gaga per RockBand su wii.

a questo punto mi aspetto che a breve distanza escano anche:

Rockband Sanremo (tutte le canzoni più famose del Festival per scatenarti coi tuoi amici! duetta su “non amarmi”! apri le braccia su “volare”! fatti tirare addosso i pomodori su “luca era gay”! con RockBand Sanremo tutte le tue serate saranno un Evento Mediatico!)

Rockband Cantasessanta (a.k.a. “Red Ronnie Presenta” – e sarà tutto un grande viaggio in macchina coi tuoi)

Rockband Chiesa (contiene “Symbolum ’77”, “Santo Santo Santo”, “Alleluia” e tanti altri grandi successi! – perché è domenica tutti i giorni!)

sono un genio, dovrebbero assumermi al reparto design nuovi prodotti dell’azienda del signor RockBand.

Preámbulo a las instrucciones para dar cuerda al reloj

Piensa en esto: cuando te regalan un reloj te regalan un pequeño infierno florido, una cadena de rosas, un calabozo de aire. No te dan solamente el reloj, que los cumplas muy felices y esperamos que te dure porque es de buena marca, suizo con áncora de rubíes; no te regalan solamente ese menudo picapedrero que te atarás a la muñeca y pasearás contigo. Te regalan —no lo saben, lo terrible es que no lo saben—, te regalan un nuevo pedazo frágil y precario de ti mismo, algo que es tuyo pero no es tu cuerpo, que hay que atar a tu cuerpo con su correa como un bracito desesperado colgándose de tu muñeca. Te regalan la necesidad de darle cuerda todos los días, la obligación de darle cuerda para que siga siendo un reloj; te regalan la obsesión de atender a la hora exacta en las vitrinas de las joyerías, en el anuncio por la radio, en el servicio telefónico. Te regalan el miedo de perderlo, de que te lo roben, de que se te caiga al suelo y se rompa. Te regalan su marca, y la seguridad de que es una marca mejor que las otras, te regalan la tendencia de comparar tu reloj con los demás relojes. No te regalan un reloj, tú eres el regalado, a ti te ofrecen para el cumpleaños del reloj.

(Julio Cortázar)

[l’ho scoperto perché era il voice over – ORRORE – di uno spot spagnolo. spot che ha comunque avuto il merito di farmelo conoscere. e ci torno sempre. e il reloj mi torna sempre in mente. ogni volta che ho voglia di scrivere qualcosa sull’ossessione per gli oggetti, sull’accumulo di cose, sulla loro sopravvivenza eterna di fronte alla nostra morte sicura, poi penso a questo e mi dico ma cosa scrivo a fare, se è già stato scritto non meglio ma proprio tipo con parole definitive. questo ragionamento ha valore anche per molte altre cose, infatti non scrivo più da un centinaio d’anni, sono un po’ demotivata.]

poi se qualcuno lo vuole anche sentire, letto con la voce meravigliosa e la erre moscia dell’autore, è qui, dal secondo 45.

il pigiamino la custodietta le cuffiette colorate gli adesivini le coverine gli accessorini

tanto vale comprarsi una barbie o un miominipony.

(o un carlino)

non avrei mai voluto ammetterlo in pubblico, e forse nessuno vuole, visto che è una cosa che pare non si debba dire. ma sono stanca, il re è nudo e bisogna che tutti sappiano come stanno davvero le cose.

i panni cattura-polvere non catturano davvero la polvere.

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