insalata mesta


premessa: ho sempre odiato il natale, ma toglietemi le abbuffate, la noia, i palinsesti tv a tema, le luminarie, i parenti che discutono di politica dicendo sempre le stesse cose, le mamme e le zie che portano a tavola l’ottavo vassoio di roba fritta, il sapore di liquore misto frutta secca misto pandoro misto torrone, la sensazione di non poter dimagrire mai più, i negozi chiusi, il cinepanettone come unica alternativa, il consumismo folle, gli avanzi, il caffè alle sette e mezza di sera del venticinque, toglietemi tutto, insomma, e mi intristirò infinitamente. perché la tradizione di natale più radicata è il lamento sul natale, e senza tutte queste cose che ho elencato non ci si può lamentare come si deve, mentre sotto sotto si sa che si sta bene, che si è contenti, che non si vede l’ora di scartare i regali. quando improvvisamente c’è stata una persona, nella mia vita, con cui è diventato bellissimo fare tutto, anche il natale, con tutti i suoi vizi di forma, è diventato bellissimo. e, so che mi pentirò di averlo detto, spero che presto la casa dove festeggiare sia la mia, quella dove riunire tutti. (stacco. venticinque sera di qualche anno dopo. innumerevoli madonne lavando i piatti. aghi di pino in mezzo alle palle di polvere. vabbè.)

mille calorie di sdolcinatezza tanto per cominciare, ora passiamo al reportage fotografico.

(altro…)

la cosa più agghiacciante dell’avere ospiti stranieri in visita è che vogliono mangiare pasta a pranzo e pizza a cena, pizza a pranzo e pasta a cena, pasta con contorno di pizza e pizza con contorno di pasta. se mi è permesso dirlo, credo di avere preso più chili tra il 29 e oggi che tra il 21 e il 28. ma non credo che mi peserò prima di una settimana, il tempo di morire in piscina almeno un paio di volte, per avere un po’ di speranza. però il vestito che avevo a capodanno mi andava largo nei punti in cui ad ottobre si chiudeva a malapena, perciò sono comunque piena di speranza per il futuro.

siamo ancora all’ingrasso fino a dopodomani, poi non voglio vedere mai più pasta almeno fino a marzo. se m’arzo.

per concludere il troncone “ritorno a casa” della campagna mancavano giusto un paio di pratiche da archiviare: arancina e minna di monaca (la cassatina mignon col candito rosso in cima).

sono state mangiate una dopo l’altra, a casa, la sera prima di partire.

pertanto, la prima parte della campagna è stata completata. oggi si passa alla seconda fase, nota anche come “ingrassiamo con la scusa degli amici spagnoli in visita che vogliono mangiare bene”. Colossi di Roma, a me.

(sempre in ordine sparso, coi ricordi confusi dall’abuso di citrosodina)
fusilli con gamberi calamari pesce spada e pomodorino, dentice al forno con
pomodorini e capperi, pastiera, panettone artigianale, quiche con peperoni
zucchine cipolle e salsiccia, lasagne al forno, arrosto con piselli,
peperoni in padella, torta di ricotta, torroncini, cioccolatini
artigianali, pasta coi broccoli, capretto arrosto con patate, spaccatelli
con gamberetti e uova di pesce san pietro, astice gratinato, cassata fatta
in casa, passito, fernet, grappa al miele, rum al miele. ah, e pizza e pane
fatti in casa col lievito naturale eccetera.

(in ordine sparso da inizio campagna fino ad ora)
polpette al sugo con patate, triglie fritte, pasta col sugo delle triglie, bobbia, cannolo di ricotta, ricotta, grappa al miele, torroncini.

Questa è la mia wii. Ce ne sono tante come lei, ma questa è la mia. La mia wii è la mia migliore amica, è la mia vita. Io debbo dominarla come domino la mia vita. Senza di me la mia wii non è niente; senza la mia wii io non sono niente. Debbo saper mantenere il baricentro, debbo giocare a tennis meglio del mio nemico che cerca di battere me, debbo dargli un pugno io prima che lui dia un pugno a me e lo farò. Al cospetto di Dio giuro su questo credo. La mia wii e me stessa siamo i difensori della linea, siamo i dominatori del BMI, siamo i salvatori del nostro girovita e così sia, finché non ci sarà più grasso ma solo magrezza. Amen.

i colossi di roma, tris di bruschette trippa, coda, coratella. bir&fud. foto di roma-gourmet.net

i colossi di roma, tris di bruschette trippa, coda, coratella. bir&fud. foto di roma-gourmet.net

lo sapevo, sabato scorso non dovevo andarci, lo sapevo. ora non riesco più a togliermele dalla testa.

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