non bastano i morti, la nave che affonda, il capitano che l’abbandona, la telefonata modello bambino cazziato dalla maestra.

ci voleva pure la gente “eh ma la crociera è una vacanza triste, da persone tristi, chi va in crociera ci va per avere l’illusione di – BZZZZ FREE JAZZ SPERIMENTALE CHE COMINCIA QUANDO NON SEGUO PIU’ UN DISCORSO”

ma i cazzi vostri no? ma uno non può essere libero di scegliersi la vacanza che più gli aggrada, senza per questo essere inserito in una categoria sociologica dispregiativa, come se comprare le lonely planet, scattare foto storte a paesaggi e scrivere appunti di viaggio su un moleskine come i chtawin dei poveri fosse meno da imbecilli?

no, perché ieri sera da santoro un tizio veneziano ce l’aveva da una parte con i costi ambientali delle navi, che può anche essere una presa di posizione non dico giusta ma ascoltabile, poi senza soluzione di continuità passava con nonchalance al giudizio sulla crociera come tipo di vacanza. e fosse stato l’unico, chiaramente dall’incidente in poi è tutto un proliferare della vacanza dei poveri che vogliono sentirsi ricchi.

[che poi, la lonely planet. anzi, la rough: nel capitolo sugli studios di LA c’era scritto qualcosa tipo “se proprio volete fare la tipica cosa dei turisti…” io ho speso venti euro per sentirmi giudicata, giustamente. mi viene voglia di correre in un’agenzia dei viaggi del ventaglio e acquistare un pacchetto per sharm. giusto per distinguermi da questa manica di spaccapalle.]

desiderare che la gente non sia cretina è troppo, ma almeno per una volta nella sua vita si facesse i cazzi suoi, lasciasse in pace il prossimo senza additarlo, senza avere sempre una cazzo di opinione, perché qua abbiamo sempre tutti un’opinione, un giudizio su tutto, qualcosa da dire, siamo opinion dealers, E SANTIDDIO pensavo che mia madre fosse spaccapalle, ma quanto mi ero sbagliata, quanto poco conoscevo il mondo.

 

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