Quest’anno non hanno usato lo slogan “perché Sanremo è Sanremo” per un solo motivo, che non ha nulla a che fare con l’unità d’Italia. Quest’anno Sanremo non era Sanremo. Non c’erano i fiori sul palco, e le uniche apparizioni floreali sono stati i purciarissimi mazzi regalati qua e là. Non c’erano dei presentatori, cioè almeno se uno per “presentatore” intende una figura Professionale che ha come funzione quella di presentare uno spettacolo. C’erano dei lettori di gobbi, quello sì, impacciati e scoordinati, che uscivano e rientravano in scena secondo leggi che a noi rimangono ancora oscure. Non c’erano le vallette. C’erano due tizie, una argentina che ha ballato il tango (IDEA CREATIVA!) e una fidanzata con un americano che è stata usata come interprete (IDEA PESSIMA!) con gli ospiti stranieri. Non c’erano i comici. C’erano due che hanno cantato una parodia di una canzone che non faceva ridere, e tutto il mondo diceva che era una cosa divertentissima, e qua stiamo ancora cercando di capire perché. Gli autori invece c’erano, ma visto il contributo sarebbe stato molto meglio che non ci fossero stati, forse se la gente sul palco fosse andata a braccio avremmo evitato l’effetto gobbo in lontananza e magari anche la noia. Ah, e poi c’erano anche le tre i, Interviste Internazionali Imbarazzanti, l’unico vero archetipo sanremese che è stato rispettato.

Le canzoni di Sanremo invece non c’erano, e infatti ha vinto una canzone che con Sanremo non c’entra niente, se non con un certo effetto polvere. Una canzone che, ci tengo a dirlo chiaramente, oltre a sembrarmi la negazione di Sanremo e una furbata per approfittare dei canali promozionali, mi fa schifo.

Ah, però poi c’è stato il Comico Famoso che quando va in TV è subito evento, e ha parlato per un’ora, e pensa gli autori quanto erano felici “aoh, ‘amo svortato ‘n’ora de progggramma, regà, evvai!”

Io non so cosa pensano alla Rai di cosa ci si aspetti da Sanremo, e tutto sommato non so cosa mi aspetto io. Non è la questione della sagra della porchetta. Perché di Sanremi a Porchetta ce ne sono stati tanti, ma sono riusciti ad essere belli lo stesso. Quello che mi ha deluso è stata la soddisfazione, espressa in base agli ascolti, per uno spettacolo Di Merda. Brutto, deludente, amorfo, stanco. Uno spettacolo che ha messo in scena l’incompetenza, il pressappochismo, la tristezza. Uno spettacolo che non è neanche uno spettacolo, a cui le puntate settimanali di un reality qualsiasi danno piste e piste a livello di scrittura, organizzazione, ritmo, divertimento. Com’è possibile che non si sia capaci di mettere su una cosa che non sembri un baraccone dei poveri? No, perché alla luce delle puntate di reality succitate, è impossibile rispondere “Siamo in Italia”.

L’hanno proprio voluto fare così. Mostruoso. Forse anche la Canalis l’ha fatto apposta, a non consultare neanche wikipedia prima di intervistare De Niro, in modo da poter dare a vedere chiaramente di non sapere cosa cazzo fosse “Raging Bull”, da lei riportato come “Redinbul”. Gliel’hanno detto gli autori, “non devi parlare inglese bene sennò non si capisce”, dev’essere stato così. D’altra parte gli ascolti gli hanno dato ragione, ma gli ascolti servono solo a dire che un sacco di gente l’ha guardato, non che è stato bello. Quindi dite pure tutti che siete stati soddisfatti, che è andato tutto bene, ma  santiddio che roba tremenda.

E a scanso di equivoci lo ripeto: Sanremo 2011 è stata una cosa di una bruttezza rara. Peggiorata e amplificata dalle celebrazioni ex post, tutte le volte che ne ho beccata una mi sono sentita come quando Mugatu impazzisce di fronte a tutti e si mette a urlare MA NON LO VEDETE CHE ZOOLANDER FA SEMPRE LA STESSA ESPRESSIONE?

L’unico vero highlight della settimana, assieme a BASTARDO! di Lady Tata, è stato il ritorno sul palco di Valerio Pino. VALERIO PINO! L’uomo per cui ho avuto l’onore di scrivere una trashcronaca sul Daveblog. Mi emoziona ancora pensarci. (sì, mi chiamavo ancora Asha.)

Naturalmente non sarei mai sopravvissuta, ma soprattutto non avrei mai mantenuto un barlume di sanità mentale, senza il magnifico e incessante lavoro di liveblogging e commento di PopTopoi, kekkoz e TuttoFaMedia, loro sì che sono il servizio pubblico.

Spero che la bellezza di Sanremo 2011 non abbia niente a che vedere con la bellezza del 2011, se no sono fritta.

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