premessa: ho sempre odiato il natale, ma toglietemi le abbuffate, la noia, i palinsesti tv a tema, le luminarie, i parenti che discutono di politica dicendo sempre le stesse cose, le mamme e le zie che portano a tavola l’ottavo vassoio di roba fritta, il sapore di liquore misto frutta secca misto pandoro misto torrone, la sensazione di non poter dimagrire mai più, i negozi chiusi, il cinepanettone come unica alternativa, il consumismo folle, gli avanzi, il caffè alle sette e mezza di sera del venticinque, toglietemi tutto, insomma, e mi intristirò infinitamente. perché la tradizione di natale più radicata è il lamento sul natale, e senza tutte queste cose che ho elencato non ci si può lamentare come si deve, mentre sotto sotto si sa che si sta bene, che si è contenti, che non si vede l’ora di scartare i regali. quando improvvisamente c’è stata una persona, nella mia vita, con cui è diventato bellissimo fare tutto, anche il natale, con tutti i suoi vizi di forma, è diventato bellissimo. e, so che mi pentirò di averlo detto, spero che presto la casa dove festeggiare sia la mia, quella dove riunire tutti. (stacco. venticinque sera di qualche anno dopo. innumerevoli madonne lavando i piatti. aghi di pino in mezzo alle palle di polvere. vabbè.)

mille calorie di sdolcinatezza tanto per cominciare, ora passiamo al reportage fotografico.

sezione food (ma non mi dire)

questi sono i biscotti che ho preparato (totale 10 barattoli) per i centoventimila parenti acquisiti. non si vede niente, lo so, ma niente mi impigrisce come fare foto. sono stati un successone. addirittura qualcuno neanche aveva capito che erano fatti in casa. erano stelline e cuoricini di pastafrolla e pastafrolla al cacao, fatti con la ricetta di melealforno, e biscotti al burro fatti con la ricetta a pagina 14 del pdf di cavoletto. era partito come regalo purciaro al risparmio, ed è finito come cosa gradita e ammiratissima. ah, sì: ho l’inceratina di pierre cardin.

e questi invece sono gli highlights gastronomici: il capitone, l’insalata di rinforzo, le linguine con l’astice, povera pizzicottina mia (notare il piatto didascalico) e le olive dolci, ottimo antipasto. naturalmente non è tutto quello che ho mangiato – altrimenti non sarei GRASSISSIMA, ma è un bel riassunto. per i chili presi ringraziamo anche, in ordine sparso: pizza col cornicione ripieno di ricotta frullata, pizza ripiena di scarola, pizza ripiena di friarielli e salsicce, baccalà fritto, fusilli artigianali al forno, sartù di riso, mozzarella e prosciutto, pastiera, struffoli, cassatina, liquore di crema al cioccolato, liquore di crema al limone, panettone, orata all’acqua pazza, insalata russa, sherry artigianale (indimenticabile, nella bottiglia a forma di veliero)

qua, adesso, ci andrebbe la foto del pandoro ricoperto di cioccolato e scavato a forma di grotta, con dentro la natività e i pastorelli di zucchero. ma preferisco farvelo immaginare, è esattamente come ve lo state dipingendo.

sezione palinsesto tv

questo è il canale locale su cui ho visto Via col Vento il 25 pomeriggio, mandando a quel paese tutto il resto. Missrosella è Missrosella. (notevole la televendita del Ciucciariello del Napoli in porcellana di Capodimonte, altezza sedici centimetri, venticinque euro con omaggio di bonbon al cioccolato  “di cui non diciamo il nome perché la ditta fa pubblicità sulle televisioni del nord”)

sezione regali

questa sezione è molto sintetica. non che non abbia ricevuto regali, avoglia, di là c’è uno scatolone pieno, con cose molto carine come una pochette collistar fucsia con mascara e struccante, una biscottiera e un appendi-borsa che mi serviva proprio, giusto per dirne alcuni. ma questi sono regali che ti aspetti.

il regalo che non mi aspettavo, quello che quando l’ho aperto mi sono commossa, è questo.

e ovviamente me l’ha fatto la persona che mi ha fatto cambiare idea sul natale. lui, che riesce sempre a farmi regali che mi lasciano a bocca aperta, e me li fa con una nonchalance impressionante, mentre quando tocca a me farglieli sudo da morire e cambio idea ottocento volte, alla ricerca continua del Regalo Definitivo, e non sono mai contenta. e invece lui tac, così, arriva e mi stende.

(ci sarebbero dei contributi video che potrebbero confermare quanto appena scritto, diciamo che sono inseribili nella categoria “gift opening freakout” e riguardano un casco di darth vader, delle jimmy choo e una borsa di mccqueen, ma ho una dignità.)

(o la nintendo ds. io urlavo come i bambini dei video americani, e l’amica che era a cena da noi “ah, ma la volevi proprio tanto, eh?”)

buon natale. e se non ci vediamo prima, buon anno.

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