le donne dieci euro, gli uomini quindici

l’acrilico puro in tutte le sue declinazioni scintillanti (da “scintilla”, provocata dallo sfregamento)

le fottute macchine fotografiche digitali – saremo sul facebook di tutta roma sotto i vent’anni, tipo

io che invece la vorrei io una macchina fotografica – una leica – e un taccuino, mentre cito margaret mead e gregory bateson

il vocalist – sì, il vocalist – con dei mini-bengala in mano che urla “la notte più cool di Roma” e “fatemi sentire la voce degli Italiani”

il video promozionale fatto con una versione non registrata del software, come afferma il watermark grigio che scorre in cima al fotogramma, ma sono io che non capisco, non è cialtrone è una genialata situazionista

la mia finta birkin (però di pelle vera, ci tengo a precisarlo) che è decisamente troppo grande per lo spazio vitale medio a disposizione di ogni avventore del locale

i sette anni di differenza tra me e la ragazza con cui chiacchiero, che però mi dà 25 anni, che tenera, sono talmente anziana che sa di essere obbligata ad essere gentile con me

il barista che mi guarda con disprezzo quando gli dico che s’è sbagliato e mi ha dato due consumazioni, quando invece erano una consumazione e un ticket per l’uscita – sa, noi anziani siamo abituati ad avere un biglietto per entrare, non per uscire

“bad romance” a tutto volume in mio onore, è chiaro che è in mio onore, mentre con la giacca mi avvio verso l’uscita, dopo aver decretato che l’osservazione partecipante è bella, sì, ma sicuramente anche margaret avrà avuto bisogno, ogni tanto, di una pausa.

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