alla postazione quattro, come tutti gli anni, troviamo gli immancabili Barilloni. Mosca e Paul Newman. perché una tradizione è una tradizione.

“Barilla Mosca” ha tutto. la neve, la battaglia di palle di neve, i giovani sposi innamorati probabilmente in viaggio di nozze, la guardia della piazza rossa che scatta loro la foto, la gita in slitta, i soliti italiani tamarri che al ristorante a Mosca pretendono la pasta, e il maitre del ristorante che, per onorarli, fa suonare “la pasta Barilla” con le balalaike ai musicisti in sala. me-ra-vi-glio-so.

vabbè, su quest’ultimo c’è poco da dire, anche perché l’avrò citato, sotto natale, almeno altre tre volte.

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