del Natale prendo solo il meglio, aspettando di avere pargoli per fare la foto di famiglia accanto all’albero, come gli Obama. quindi dico sì ai maglioncini rossi e bianchi, alle cose sbrilluccicanti, alle canzoncine ossessive e mielose, al pandoro, alle teglie di qualunque cosa, all’idea di non riuscire a digerire mai più, alle litigate, alla noia. il Natale è questo, è come un parente antipatico, non lo sopporti, sei costretto a frequentarlo, e finisci ad affezionarti tuo malgrado, insomma alla fine gli vuoi anche un po’ bene, e non vederlo ti mancherebbe. (come quell’anno orribile in cui ‘per colpa di un’indigestione – ah! ah! ah! – non ho potuto mangiare il 24 sera e il 25 a pranzo. un Natale senza senso. non mi si chieda come ho fatto a indigerirmi il 23 sera, preferisco non parlarne. )

da oggi in poi, solo brillanti contributi natalizi, uno al giorno. partiamo con un grande classico spagnolo. il torrone El Almendro. uno dei capisaldi del Barillismo Ispanico. ogni anno uguale, ogni anno lucciconi e commozione.  “Torna a casa per Natale”, “Vuelve a casa por Navidad”

(ah, il telecinema anni 80 coi rossi sparati per dare calore. LOL.)

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