questo è il motivo per cui tutto dovrebbe scorrere via e non restare mai, mai da nessuna parte, perché è improponibile che ti ritrovi a sfogliare un diario, aprire un cassetto, una scatola, un armadio, la pagina dieci del tuo album di flickr – e trovi delle cose che neanche ti ricordavi di avere, e da una parte dici “ahah, ma guarda”, e dall’altra dici “ma sono cretina? ma perché l’ho lasciata qui, a imperitura memoria di come non sarò mai più?”. nell’ansia del non saper scegliere MAI cosa buttare e cosa no, facciamo così: io agirò a caso, senza particolari accorgimenti, né per conservare ossessivamente, né per cancellare ossessivamente. quello che resta, resta.

(e ti ritrovi a sperare in un incendio che spazzi via tutto, in un FAIL della memoria di qualche server che dimentichi tutto quello che non hai il coraggio di buttare anche se sai che non ti servirà mai, che non lo riguarderai mai.)

poi però le rivedi, tutte quelle cose, e dici “no, non potrò mai separarmene.” robba mia, vientene con me.

coe

dal flickr della signora maria, cinquemiliardi di anni fa. (jonathan coe, ovviamente.) la pecetta è sul nome “Maria”, all’epoca ero un po’ paranoica. [adesso invece sono enormemente migliorata, chiaro.]

[ah, ho già scritto questa cosa dell’ansia della memoria e degli oggetti in altri trenta modi diversi, forse neanche tanto diversi? maddai, non me lo ricordavo]

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