la consapevolezza che molte delle cose che farò, da qui ad un mese, saranno “le ultime”, condisce con un pizzico di malinconia questi giorni.
tra un mese vengono a prendersi le casse per il trasloco.
e io:
non ho ancora visto il museo picasso e la casa batllò;
non sono ancora andata a nessun festival musicale;
non ho visitato quasi una mazza dei dintorni;
non ho la minima idea dei documenti da fare o disfare per sancire l’abbandono del paese;
eccetera eccetera.
le uniche cose portate a termine, al momento, sono quasi tutte le casse della sezione “cose”. manca la sezione vestiti, fondamentalmente.
la quantità di oggetti di cui siamo sommersi mi preoccupa, su larga scala, per il livello di entropia dell’universo.
non sono capace di selezionare: o butto tutto, o tengo tutto.
la mancanza di mezze misure, mi dicono da fonti obiettive, è tipica del mio modo di fare, in molti aspetti della vita.
manicheismo derivato da cosa? pigrizia, mi risponde la fonte. è molto più comodo dicotomizzare, anche grossolanamente, piuttosto che fermarsi a guardare le vere differenze tra i casi particolari.

non avevo mai pensato all’equazione pigrizia-estremismo, ma nel mio caso ha senso, senza dubbio.

(poi a vedere Casa Batllò ci sono andata. al Museo Picasso etc etc, no. i documenti sono stati tutti disfatti regolarmente. i festival musicali, never covered, nessuno di loro. e anche in quel caso, PIGRIZIA is the answer. sulle origini, poi, di questa pigrizia, prima o poi aprirò un’inchiesta- deve esserci un motivo, un’origine, una causa scatenante, una spiegazione. ma, come sempre, la domanda è “sei sicura di volerla sapere?”)

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