quando si tratta di gadget, feticci, devices tecnologici che elevano il fuffismo all’ennesima potenza, apple è sempre in prima linea. è vero, i computers mac non si bloccano mai, li lasci accesi una settimana e ti ci rimetti a lavorare come se niente fosse, poi non esistono virus per mac, bla bla bla. è vero, e poi sono tutti bellissimi, e poi il mondo si divide in utenti del pc e amanti del mac, eccetera eccetera eccetera.

poi è arrivato il luciferino ipod, il bellissimo e liscissimo suonatore di mp3 che ti constringeva a scaricarti un software di terza parte, per estrarre i TUOI mp3 dall’aggeggio, una volta inseriti là dentro. salto a piè pari il nuovo ipod shuffle, quello con la voce che ti dice cosa stai ascoltando, perché per me, parlarne, sarebbe sparare sulla croce rossa.

poi è arrivato l’iphone, la sagra della ditata, con tutte le sue applicazioni bellissime tipo “la livella” (è vero, giuro, l’ho visto in tv), e tutta una serie di caratteristiche legate alla telefonia (hai presente il suffisso phone?) che invece sono da migliorare, implementare, aggiustare, cose che non supporta, vabbè. però è bellissimo. eh, mamma mia quant’è bello. pensa che c’è gente che se l’è comprato, e poi però telefona con un altro telefonino – mi ricorda la casa nuova di una tipa appena sposata, ad ispica, provincia di ragusa, che aveva la cucina nuova bellissima, pure col divano (cosa che a 8 anni mi sembrava pazzesca), ma poi cucinava nel cucinino, per non rovinare la cucina nuova bella. cosa che a 8 anni mi sembrava pazzesca, e continua a sembrarmi tale.

non è che non mi piaccia occuparmi di gadget e feticci. semplicemente, se devo farlo, lo faccio in grande. perciò il mio nuovo oggetto del desiderio non è un gadget da ufficio. è un ufficio.

jobs, sei un pivello.

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