se si escludono:

piumone e coperte ausiliarie in pile da rimettere a posto
sciarpe, guanti e cappelli da cacciare nelle scatole sotto al letto
scarpe da scambiare di posto – ma tanto non sono psicologicamente pronta alla fiera del sandalo, ancora

ho fatto e finito il cambio di stagione.
(meraviglioso il colpo d’occhio in armadio, nell’unico momento della stagione in cui sarà così in ordine. cerco di fissarmi quest’immagine nella memoria.)

ancora una volta, Dio protegga l’inventore delle bustone Ikea.

colonna sonora delle due ore e mezza passate a compiere l’operazione: tiziano ferro, dente, cesare cremonini.

adesso resta la cosa più difficile. avere il coraggio di indossare quelle cosine striminzite, con questo fisico qua. [non che siano davvero striminzite, il genere onyx l’ho abbandonato ere geolgiche fa, ma minuscole e inadatte a coprire questa ciccia, è quello che sembrano. mah, speriamo bene. nel dubbio, ho pranzato a carote crude.]

sul meme che oggi ha invaso friendfeed (non lo linko direttamente perché sono ottocentomila entries), ovvero l’esposizione della propria collezione di scarpe, ho da confessare che ho scoperto una cosa abbastanza difficile, per me, da accettare.
è inutile che mi faccia chiamare signora, ho ancora tanta strada da fare. tutta in salita, e tutta sui tacchi. ho visto armadi di scarpe che voi umani eccetera eccetera, e io che pensavo di averne tante, beh, ecco, no. sono ancora così numerose, le scarpe che mi mancano, che ancora devo avere, e trovare.
ma il cammino non mi spaventa, anzi, mi entusiasma. e lo affronterò senza demordere mai. qualunque sia il modello, la fascia di prezzo, la stagione. perché, un paio dopo l’altro, anche io arriverò alla collezione di scarpe perfetta. basta crederci.

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