il denominatore comune degli ultimi due capodanni sono decisamente stati i musei e i siti d’interesse artistico-turistico. l’anno scorso ero a parigi, quest’anno avevo amici in visita a roma, per la prima volta.

quello che l’anno scorso mi aveva lasciata a bocca aperta, al louvre (con avvisaglie ai primi di dicembre al prado di madrid) non erano le grandi opere d’arte presenti nel museo (anche se il sarcofago biposto etrusco, feticcio di tutti i libri di storia che riesco a ricordare, con quei sorrisi da fattoni che mi hanno sempre affascinato, gli etruschi sì che avevano capito come si affrontava la vita e le sue conseguenze inevitabili) ma i miliardi di persone davanti ad esse, che impedivano la visuale obbligandomi a guardare i quadri negli schermini delle loro macchine fotografiche.

moltiplichiamo questa situazione per una città piena di pezzi di roccia e statue ovunque, la città eterna, ed avremo un panorama di persone che le cose non le guardano, le fotografano e basta, impallandoti la vista, flashandoti i vetri protettivi, spingendoti ad osservare le loro foto, più che le opere che vorresti vedere.

improvvisamente, il mondo è pieno di fotografi della lonely planet (per l’opinione sulle suddette guide, altro sintomo del mio invecchiamento, rimando al punto h del post precedente.)

non vorrei fare di questo post l’ennesimo invecchiato post indignato contro le meraviglie della tecnologia, per questo non entrerò nel merito né dell’incompetenza fotografica generalizzata, favorita dalle macchinette “scatta scatta tanto è gratis”, né in quello della perdita della memoria effettiva, a favore di una memoria di archiviazione, inutile perché mai più consultata dopo essere stata raccolta.

(una che su flickr ha un profilo che si chiama “l’imbecille con la fotocamera” dovrebbe assolutamente star zitta, ma forse no: mi annovero per prima tra gli insopportabili incompetenti fotografici, quindi mi permetto di.)

vorrei solo dire che è fastidioso. fastidioso perché magari c’è gente che le cose vorrebbe vederle e basta, in santa pace, e fastidioso perché quando in un posto c’è scritto a lettere cubitali “silenzio” e “NO FLASH” o “NO PHOTO”, e gli avvisi vengono ripetuti in tutte le lingue del mondo, è quantomeno irrispettoso continuare a fare il contrario.

comunque, passerà almeno un altro eone prima che rientri in un museo (mi spiace per il Bellini, ma sicuramente da qui all’11 non troverò mai il tempo di andarci), o in una chiesa, quindi nessun problema. quest’ennesima lamentela si ferma qua.

Annunci