In principio (oltre due secoli fa) era il giravite – noto anche come cacciavite (in inglese screwdriver, in francese tournevis, in spagnolo destornillador, in catalano tornavís, in suomi ruuvimeisseli) – aveva un manico di legno ed era uno strumento particolarmente duro da utilizzare, come suppongo fossero tutti gli strumenti in principio. Poi venne il manico di plastica – più o meno quando inventarono la plastica. La grande innovazione di prodotto stava nella resistenza alla torsione, quindi nella quantità di olio di gomito necessario ad avvitare e, soprattuto svitare.

Nonostante la grande tendenza a semplificare le cose e il lavoro, seguita alla scoperta dell’elettricità, l’uomo ha pensato bene di collegare il giravite alla corrente elettrica molto tardi (più o meno intorno agli anni settanta).

Ecco, personalmente ho scoperto il cacciavite elettrico solo qualche mese fa. E, pensate, ne ho acquistato uno, di marca bulk ovviamente, solo ieri.

L’ho comprato per avvitare dei maledettissimi piedi ad un tavolo ikea. L’ho messo sotto carica e, mio malgrado (sono uno che adora il vintage, anche quando vintage significa sudore e lacrime) devo ammettere che funziona. Ho montato il tavolo ikea, e già che c’ero ho comprato delle librerie e, con l’ausilio di una punta a brucola, ho montato rapidamente le expedit e le benno. Poi ho visto che con una punta slotted potevo smontare e rimontare tutte le prese elettriche di casa. Ho dovuto farlo, amici. Alla fine non volevo smettere, e nemmeno il mio prezioso avvitatore, voleva (probabilmente). Insomma, anche gli avvitatori elettrici hanno un limite.

Adesso il mio avvitatore elettrico nuovo di pacca sta lì fermo in attesa della sua batteria. Dovevo comprarne due, ma sono tirchio (no, scherzo, non vendono batterie bulk di riserva per avvitatori elettrici bulk).

Così ho approfittato per descrivervi questo prodigio della tecnica. Certo, presto passerò ad un BlackAndDecker, che è più professionale e anche più figo esteticamente. Ma non ditelo al mio povero avvitatore bulk, è già tanto triste per la storia della batteria.

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