due notti fa
l’umanità è minacciata dagli oggetti. gli oggetti, TUTTI gli oggetti, dalle sedie alle automobili, ai computer, ai fermacarte, prendono improvvisamente vita, e cercano di uccidere ogni essere umano che si trovano davanti. l’umanità è braccata dagli oggetti, in una lotta tra la vita e la morte.
io scappo con un gruppo di amici, tra cui il fidanzato di una mia collega, nascondendomi tra i locali deserti di un posto che sembra il barrio gotico di barcellona, però dopo un’esplosione nucleare: i locali e i negozi sono come grandi scatole vuote, deserte, gli oggetti sono ovviamente scomparsi tutti, sono in giro a caccia di prede umane.
la paura è tanta, la mia angoscia pure. aumentata poi dal fatto che, in giro nei locali, continuo inspiegabilmente a trovare sparse delle mie giacche, e mi angoscio ancora di più pensando che non so come sono finite là, e domandandomi se me le devo portare appresso.
(una domanda che mi faccio ogni tanto, è chiedermi cosa mi porterei appresso nel caso di una fuga improvvisa, rispondendomi che perderei un tempo vergognoso a deciderlo.)

una notte fa
sono a un convegno in un hotel.
ad un certo punto mi accorgo che t-bag (il personaggio di “prison break”) ha ucciso brent (il personaggio maniaco sessuale di “dirt”) nella sua stanza d’albergo, e ha tagliato il cadavere in due, mettendolo dentro un porta-abiti.
quello che vedo io è il porta-abiti steso, con l’angolo superiore aperto, da cui si vede la faccia morta del cadavere di brent.
ma brent non è ancora, inspiegabilmente, del tutto morto. io posso salvarlo.
ma t-bag sa che io so. quindi non posso essere io ad avvertire gli altri al convegno.
quindi afferro un blackberry per avvertire una tipa bionda, che sembra quella di “dirt” che trescava con brent.
perdo sei ore a smanettare con il blackberry, cercando di capire come funziona la tastiera, senza riuscirci.
alla fine riesco a mandare il messaggio a questa, scrivendole qualcosa tipo “brent è in pericolo, vai nella sua stanza” ma è troppo tardi. brent è morto.

stanotte
io e gary sinise parliamo. gli dico “ahhh, gary, csi ny mi piace un sacco, eh. ma la tua interpretazione del tenente dan di forrest gump era magnifica! per me sei e rimarrai sempre il tenente dan.”
gary sinise ringrazia, imbarazzato.

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