innanzitutto, l’anglofonia degli italiani è praticamente *native*, in confronto a quella degli spagnoli.
l’inglese qui è ancora la lingua del futuro, ma questo è un altro discorso.
“esmèls laic a tin espìrit”, di “curcòbain” (pronunciare distintamente tutte le lettere seguendo gli accenti, per avere un’idea), ecco come viene presentata la canzone dal presentatore.
appaiono sul palco, in mezzo a fumi di idrante (non scherzo) proiettati in aria da loschi figuri vestiti da tute bianche (seriamente), manu e reke.
vestiti entrambi in pelle nera, con camicie di pelle con colletto e tutto, senza maniche. dettaglio di stile, reke indossa anche la cravatta di pelle nera, il che lo fa sembrare fred flintstone.
complessivamente, sembrano due village people gemelli.
inizia la musica, i due cominciano a correre e saltare a caso per il palco, col tipico salto “mi alzo in volo, mi abbasso, piego le ginocchia, guardo il pubblico con sguardo da pazzo indemoniato” tipico più di un comico che fa il verso al rock satanico che di un omaggio al grunge, ecco.
due deficienti.
sulla canzone, giudicheranno i lettori quando troverò il video, ancora non l’hanno caricato. su youtube è disponibile quello delle prove generali, ma non era sul palco, non c’erano le tute bianche con gli idranti e perciò non fa lo stesso effetto.
morale della serata: reke, fred flintsone, va in nomination.
esiste la giustizia.
e il giurato cattivo, lamentandosi del fatto che una canzone del genere in un programma del genere è del tutto fuori luogo, e che chi l’ha scelta (la giurata seduta accanto a lui, coautrice del programma) è un’idiota, aggiunge con un colpo di genio: “pretendere di far cantare una canzone del genere qui è come organizzare un’orgia coi teletubbies.”
rock’n’roll.

scoperta musicale della serata: sergio dalma, rocker romantico spagnolo, autore ed interprete di una favolosa versione spagnola del single che fece famoso grignani.
signori, ecco a voi mi historia entre tus dedos.
ri-rock’n’roll!

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