Premetto un po’ di cose.

Per esempio che Damon Lindelof è l’autore di una delle mie serie preferite. Per questo motivo lo ritengo abbastanza attendibile. Oppure che attualmente è in corso uno sciopero degli sceneggiatori americani. Inoltre che anch’io come altri l’ho trovato divertente o affascinante. E infine che, sebbene ad un prezzo astronomicamente inferiore, anche io sono un lavoratore dipendente dell’industria culturale (ok, di una industria culturale più marginale, ammetiamolo).

Tuttavia, dopo aver evitato l’argomento per un po’, oggi mi capita di buttare un occhio su quest’articolo. In poche parole Damon Lindeloff ci fa notare che:

* la televisione (ma più in generale, i media tradizionali) stanno morendo
* internet (o meglio la trasmissione via internet) sta prendendo il suo posto, molto rapidamente
* gli sceneggiatori non guadagnano un dollaro per le trasmissioni web dei loro prodotti intelletuali (e questo è il motivo dello sciopero)

A questo punto fa due cosiderazioni:

* se la televisione (e in generale gli altri media tradizionali) spariscono, gli sceneggiatori di cosa camperanno?
* è vero, la televisione e i media tradizionali in generale, stanno morendo, ma lo spettacolo dovrà pure continuare

Insomma, sia quale sia il mezzo, ci saranno sempre le serie, gli show, gli spettacoli eccetera. Quindi qualcuno dovrà pure inventarli e poi scriverli. La domanda è a quale prezzo?

Ora, se a porsela fossero dei precari della scrittura, non mi preoccuperei (cinico, eh?) più di tanto. Voglio dire, sarebbe solo un riassestamento del sistema. Visto che però a porsela è uno dei più giovani e brillanti (nonchè più pagati) tra gli sceneggatori americani… Non è che siamo di fronte all’ennesima, endemica, svalutazione della cosiddetta “opera intelletuale”?

Che un operaio della scrittura (nonostante renda milioni alle aziende per cui presta servizio) venga pagato con le briciole, mi è sempre sembrato strano. Che degli artigiani della scrittura guadagnassero poco è male mi sembrava assurdo. Che adesso anche i professionisti vengano malpagati comincia a sembrarmi un paradosso.

Il valore dell’opera intelletuale si riduce in proporzione inversa alla richiesta. Ovvero: c’è sempre più bisogno di operai dell’intelletto ma il loro prezzo sul mercato cala. Perché?

La risposta ce l’avrei pure, anzi ne avrei alcune.

Ma non voglio togliervi il piacere di rispondere al sondaggione della prossima settimana.

A presto, il vostro Neal Benjamin.

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