vediamo, vediamo un po’.
mi è venuto in mente che potrei assecondare il mio feticismo per il social networking, aprendomi due nuovi account di cui non ho bisogno, che non aggiornerò, e che non faranno altro che aumentare il mio caos.
li ho snobbati alla grande, fino ad ora, ritenendoli uno tamarro, e l’altro inutile e a rischio addiction con relativa perdita di tempo esponenziale nelle ore lavorative.
naturalmente sto parlando di facebook e twitter.
il primo, a partecipazione microsoft, è più no che sí, per microsoft. non voglio fare parte di una community microsoft.
il secondo è in fase di valutazione: il mio smisurato ego compresso in un piccolo involucro ad autostima zero si troverebbe a suo agissimo in un format del genere “aggiornamenti di 160 caratteri tipo ‘cosa sto facendo ora’”.
tuttavia, non riesco a convincermi.
il mio dubbio è coerente come quello di una persona che possedendo la carta fedeltà dell’esselunga, della feltrinelli, della upim e dell’alitalia, ritiene inutile farsi quella dei negozi pompea, nel senso che una volta fatto trenta si può anche fare trentuno.
dai, ci siamo fatti anche orkut, per un dato periodo di tempo.
facebook proprio non mi convince, ed è anche una questione di naming: il concetto di “face” non mi interessa.
twitter ha sempre avuto del potenziale. ammettiamolo. è troppo inutile per non essere affascinante.
si occuperà di dirimere la questione il mio ufficio relazioni pubbliche.
seguiranno aggiornamenti.

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