in anteprima, la bossa nova della pubblicità.
laddove “bossa nova” è usato in senso letterale.
(quindi jobim e gilberto non c’entrano niente)

tutto nasce da una semplice osservazione: perché molestarsi in pensare qualcosa da dire, un concetto da esprimere, se si può anche non dire assolutamente una mazza?

ecco qua in anteprima, dalla spagna, l’avamposto avanguardistico della comunicazione europea, e probabilmente mondiale, il primo spot che non dice assolutamente niente.

perché in effetti, ammettiamolo: qualcuno ha qualcosa da dire, ultimamente?
e allora perché fingere?

non è polemica, questa. io credo che sul serio siamo davanti a una nuova tendenza, che scardina le regole del linguaggio cui siamo abituati, aprendoci davanti agli occhi un nuovo universo, potenzialmente illimitato, e tutto da esplorare: l’assenza. totale. di. contenuto.

cioè, ti immagini?
se di un prodotto non devi dire Niente, sei libero.

questo, signore e signori, è il punto di non ritorno , il superamento definitivo del Brief. dell’inutile, inquinante, deprimente brief.

la risoluzione dell’impiccio del messaggio, per dedicarsi finalmente solo alla cura del mezzo.
il mezzo, d’altra parte, è il messaggio.

lo scarto di lato e il sorpasso dell’ormai polveroso problema dell’avere qualcosa da dire.
giusto, perché deve parlare solo chi ha qualcosa da dire?
perché ci hanno massacrato anni con adagi popolari del tipo “assicurati prima di parlare che quello che hai da dire sia meglio del silenzio”?
perché volevano farci stare zitti.
soffocare la nostra voce.
farci credere che non avevamo diritto a emettere suoni.

beh adesso tutto è cambiato.
tutti hanno la possibilità di accedere a tutti i mezzi di espressione, e nessuno si cura di sapere se ha qualcosa da dire/esprimere o no, e allora, perché proprio la pubblicità dovrebbe continuare con questa antiquata usanza?

è l’inizio di una nuova era.
l’era della funzione fàtica in tutta la sua purezza.

sono emozionata.

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