funziona così: non si può star sempre a leggere Grandi Classici. sono scritti troppo bene. dicono cose troppo profonde. ci spiegano con parole troppo “non avrei saputo dirlo meglio e da oggi lo dirò così” tutto quello che ci si sconvolge dentro e che non sappiamo non dico nominare, ma nemmeno iniziare a spiegare. questo si può sopportare una tantum, per non cadere nella sindrome di stendhal, per non passare la vita a sottolineare. per non stare sempre lì a sdilinquirsi dicendo “oh cazzo questo libro è un capolavoro!”. o a piangere. o a ridere. o, addirittura, a sentirsi migliori.
per questo, dopo avere letto “cent’anni di solitudine” in versione originale, con le parole proprie di garcia marquez come le ha immaginate pensate e scritte lui, e aver ringraziato iddio per l’esistenza di questi scrittori, per l’esistenza dei libri, per l’esistenza della letteratura stessa e del miracolo che sono le parole scritte, e delle possibilità infinite che ci regalano, e della magia che può compiere una parola, una frase, un paragrafo. un punto. dicevo: dopo averlo letto, ho bisogno di tornare coi piedi per terra. i centomila punti cultura guadagnati questo mese, diligentemente, adesso mi permettono di tuffarmi a capofitto nella seguente lettura.
ah, grazie, peg., per il regalo. se sapessi cosa ho deciso di regalarti io in cambio, inizieresti già da ora a sdilinquirti.


“la mia prigione”, fabrizio corona.
con segnalibri dalla collezione “figurine dell’album di lele mora”.
tovaglia di ikea.
adesivo con palla gialla, proveniente dal mazzo delle figurine, che pubblicizza incomprensibilmente la discoteca “festival” di viterbo. (beh, incomprensibilmente: già mi immagino le mazzette per avere una figurina con la tua discoteca in mezzo a un mazzo di figurine dei famosi di lele mora.) casomai ci si volesse fare una capatina, http://www.discofestival.it.
foto nelle figurine dei famosi: in primo piano, fabio spinò. in secondo, giuseppe congedo.
ma chi cazzo sono questi?
carta di giornale freepress italiana. spago.

alla prossima: “guerra e pace”, e subito dopo “my life with paris hilton”, di tinkerbell hilton. (ero tentata di dire “oceano mare” di baricco per fare la battuta sagace/ critica culturale, però non si può star sempre a fare bella figura.)

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