segnalata la campagna in questo post di akille.

per chi la volesse vedere la campagna è qui.

io, in quanto figlia di un calabrese e nipote di due calabresi (per parte di madre e di padre), mi sento perfettamente in diritto e dovere di commentare, come calabrese, come italiana, e come persona competente in quanto lavora nel settore, anzi, fa proprio quello.

tuttavia, ho deciso di sopravvolare sul lato calabrese, familiare, e italiano della questione. perché in fondo non sono capace di argomentare su qualcosa di serio che non riguardi la moda, gli assorbenti, le telenovele, e le pettinature delle dive, e la reclame.

mi piacerebbe chiedere a toscani se pensa che “gli ultimi saranno i primi” sia un concetto interessante, mi piacerebbe sapere se la provocazione fine a se stessa ha un senso che non sia la promozione del provocatore, mi piacerebbe sapere se essere volgare è creativo*.

toscani, dalle campagne benetton in poi, ha fatto solo pubblicità a se stesso. poi è sopravvenuto l’alzheimer.
ma chi ti credi di essere?
ma le campagne provocatorie sul serio le hai viste?
ma la kesselskramer la conosci?
no, perché altrimenti staresti nascosto sotto una mattonella.
sí, però le fotocopie ti sono venute male.

toscani, hai fatto una campagna orribile. è orrenda. semplicemente orrenda. e c’è pure un errore di ortografia.
è brutta, punto e basta. e te lo dico senza bisogno di nessun tipo di orgoglio patriottico o questione socio-politica.
perché la soddisfazione di vedermi reagire alla tua provocazione dei poveri proprio non te la voglio dare.
col cavolo che mi metto io a fare la polemica che speri di suscitare, e già mi vedo gli articoli e i telegiornali.
è solo tristezza, tanta tristezza, la mia.
per la pochezza del messaggio. per la sua vacuità.

io, per quanto mi riguarda, ho scelto:
o kesselskramer o retropack dei dadi da brodo.

non ci sono vie di mezzo. è evidente che non ha senso cercarle.

*questa domanda mi piacerebbe farla anche a dolce&gabbana.

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