ma se io non sono io, allora chi diavolo sono?

cioè, secondo me verhoeven è un genio.
ogni volta che mi rivedo atto di forza, in tutta la sua scintillante, sanguinolenta, avveniristica tamarraggine, rimango a bocca aperta.

sarà merito della storia di philip k. dick (che peraltro in versione originale finisce in maniera leggerissimamente differente, così leggerissimamente che ribalta la trama), che si basa su un’idea magnifica: la frontiera della simulazione della realtà non è l’esperienza, ma il ricordo.
di fronte a una cosa così, secondo me, i caschi, i joypad di carne, gli spinotti nel culo, semplicemente scompaiono.

for the memories of a lifetime/ rekall, rekall rekall.
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