la nostalgia è un cappotto verde
(warning: democristianitudine lamentosa inside. molto lacrimevole.)

ost: “another trauma”, sophia

nostalgia, dal greco nost-, ritorno, e -algia, dolore, nostalgia: dolore del ritorno.

così in un secondo, la tua migliore amica col cappottino verde, verde smeraldo, mentre il tuo è verde rana, il suo è corto, il tuo lungo, il suo forse è più una giacchetta, questa giacchetta con dentro la tua migliore amica sale su un motorino cinquanta che hai guidato anche tu, eoni fa, e si allontana su strade patchwork e sanpietrini-
e qualcosa ti occlude la gola, un desiderio di rimanere lì, di avere lì la tua vita, tu e la mano che ti stringe la mano, sarebbe meraviglioso, passare il resto della pallosissima domenica a casa nostra, chissà come sarebbe casa nostra qui, e so che sorrideresti tutto il tempo, e fare progetti per la settimana, lamentarsi del lunedì che incombe, domani lavoro ma ci vediamo a cena, però non è così e quando l’aereo si stacca da terra ti viene di nuovo da piangere, come se fosse il 2002, e ti accorgi di una cosa, che strano, vai via da un posto e ti accorgi che non ci sei mai stata meglio, funziona così anche con i tuoi,
che proprio nel momento in cui definitivamente sei uscita di casa, non ti sei mai trovata meglio con loro.
è strano ma è bellissimo, la nostalgia violenta per un posto, che soffri ma solo così scopri che quel posto forse è davvero il tuo. il nostro. il nostro.

la nostalgia è un copriletto singolo rosa e bianco, portati su quello, che l’altro è macchiato e sta brutto, va bene mamma, quel copriletto quattro anni fa non riuscivo nemmeno a guardarlo, che mi veniva il groppo.
eadesso infatti, a parte il lettone, è nascosto da qualche parte anche per questo.

eh.
_

Annunci