gigi d’alessio live@duomo, milano 17/12/2005

sono le nove e mezza passate, e a piazza duomo fa freddo. un freddo indiavolato, soprattutto per chi ha sangue del sud che scorre nelle vene.
i colbacchi abbondano ovunque, infatti, ma questo non ci impedisce di avere le mani quasi assiderate.

nonostante questo però si respira un’atmosfera stranamente calda: e non può essere altrimenti, perché gigi è sul palco che canta.

appena scesa dal taxi vengo accolta da “non dirgli mai”, ed è subito emozione, canto a squarciagola talmente forte che quasi temo per la mia salute, data la bassa temperatura.

dopo poche canzoni arriva sul palco anche anna tatangelo, che duetta con il nostro e poi canta il successo sanremese “ragazza di periferia”. e anche qui i cori non si risparmiano: devo dire che per buona parte dell’esecuzione live è il pubblico a cantare, che riempie piazza duomo a livello di strabordamento.

perché è così che si canta gigi: in coro, tutti insieme.

il nostro, grande entertainer, chiacchiera con il pubblico parlando di maradona, milano e cantando “o mia bela madunina” con chiaro accento partenopeo: un momento sublime in cui la cover da trans-musicale diventa trans-dialettale.

ma l’atmosfera si scalda al massimo al momento della canzone in spagnolo maccheronico il cui ritornello fa:
quando esta noche tramonta il sol
mon amour mon amour
yo quiero darte mi corazon
mon amour mon amour
a piedi nudi vicino al mar
a bailar a bailar
toda la noche quisiera estas
mon amour mon amour

rimane però un certo amaro in bocca per il mancato medley con “como suena el corazon”: era di dovere farlo.

un’altra pecca da segnalare è anche il cartellone con la M di metropolitana piazzato davanti al maxischermo, che impediva la visuale. eh, peccato.

ma per il resto, veramente un’esperienza indimenticabile.

note del testo

ma gigi ha cantato così poche canzoni?
no. è che più di tre quarti d’ora non ci si poteva stare, dai.

ma perché hai scritto questo post?
perché mi fa ridere. fate il confronto col post di boss sul 17 sera e fatevi due risate. vi svolto le giornate, io. e tu, gicappa, adesso sai chi invidiare e chi no :]

ma perché ci sei andata?
perché quando mi ricapita di fare una cosa così tremenda gratis?
un franz ferdinand qualsiasi me lo vado a vedere quando voglio, su.

special thanks to:
le numerose facce “di intagghio” presenti in giro, che mi hanno fatto tenere una mano fissa sopra la borsa, rischiando ancora di più di assiderarmi
il tizio col carretto col motore del trattore con lucette e ombrellone che vendeva birre in lattina
l’idea che ci fossero bagarini pur essendo il concerto gratuito.
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