e non era neanche sepolto.
era semplicemente nel posto dove l’avevo messo solo che non mi ricordavo che ce lo avevo messo.
il posto per inciso è una tasca TRASPARENTE appesa alla porta della camera da letto.

potrei riempire per ore il quadrato di inserimento testo di questa pagina raccontando gli esilaranti aneddoti delle cose trovate nei posti più strani oppure, sempre le stesse, perse almeno una volta al giorno, o su quelle perseperse.mpre.
o sulle lamentele per il passaporto perso, trovato il giorno in cui ho decretato perso il biglietto degli oasis.

potrei parlare del sexappeal del disorgarnizzato, o del fatto che su tutte queste cose ieri sera ci avevo scritto un post (intitolato lost & not lost) che però blogger – strano eh! – ha perso.

l’avevo scritto per mettere bene in chiaro che le prese per il culo del resto del mondo me le merito.

ma mi basterà raccontare che, subito dopo questo episodio del post, allungata la mano per cercare gli antistaminici, mi sono accorta di averli dimenticati in ufficio.

ma perché ti porti in ufficio una medicina che devi prendere la sera prima di andare a dormire?

(avrei taciuto volentieri i particolari di questo post, ma dato l’affetto e l’impegno profusi da tutti nei commenti per aiutarmi, consolarmi o sdrammatizzare, mi sembrava doveroso: prossima volta che mi lamento pubblicamente di qualcosa che ho perso per favore non cagatemi. lasciatemi sola. me lo merito.)
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