il topo muschiato era la migliore amica del branco di imbe(ci)lli con cui vivevo il primo anno qui nella metropoli del nord.
ella era fidanzata con un orrendo laureato nella famosa università privata di materie economiche. il quale, in perfetto accento del luogo si divertiva a parlare con una cattiveria che mi ha fatto raggelare dei meridionali, schernendoli per il loro dialetto, celando ovviamente le sue origini sicuramente pugliesi.
il fatto che poi, questo ragazzo, laureato col massimo dei voti, avesse iniziato la carriera in una grande catena di distribuzione, partendo però dagli scaffali, mi faceva godere moltissimo.
ma torniamo al topo muschiato, la sua ragazza.
ella, ragazza di bruttezza rara, chiara manifestazione esterna della sua antipatia, sosteneva che fosse inutile leggere romanzi perché inventati, meglio soffermarsi sulla storia, occuparsi solo di cose realmente accadute, e citava come fonti La Bibbia e Sfera, la trasmissione di la7. aggiungeva poi che no, lei i promessi sposi non lo aveva letto, ma aveva visto lo sceneggiato tv.
il topo muschiato è stata la prima persona che ho sentito parlare di Rennes Le Chateaux.
dopo di lei mi sono accorta, mese dopo mese, che l’argomento “graal- templari- occultismo- catari- vangeli apocrifi etc etc” è diffusissimo, non solo in tutte le trasmissioni di tutte i network, ma anche in una serie di pubblicazioni al momento molto in auge, dal codice da vinci in poi.
io credo che, nonostante l’opinione del topo muschiato (cui auguro ogni male, soprattutto che non si laurei mai, e che i suoi paghino le rette dell’università privata economica per sempre fino a ridursi sul lastrico), tra storia e “questa merda” non ci siano molte affinità.
“questa merda” sta alla storia come “visto” sta all’informazione.
e la tragedia è che sai, fino a che vedo sfera, top secret, enigma o simili io (ma non topo muschiato, me ne rendo conto) lo so che sto vedendo entertainment, e mi faccio un paio di ghignate come se stessi guardando un brutto film americano stile “armageddon”. però, quando questa passione morbosa e sudaticcia si trasferisce sui documentari storici, tipo “la grande storia in prima serata”, che pretenderebbero di far divulgazione, un po’ mi preoccupo. “la grande storia in prima serata” l’ho sempre guardato con i popcorn in mano, trovando la fissazione enciclopedica per tutti gli aspetti del nazi-fascismo interessante, talvolta divertente per la sua monotonia.
l’altra sera però, durante il documentario sui rapporti tra comunismo e occultismo, mi sono preoccupata: quella che nella trattazione del fascismo e nazismo era una voce distaccata, asettica, neutrale, qui diventava voce narrante interpretata, partecipata, come una specie di horror di serie z sui “misteri del comunismo”.
non mi interessa riflettere sugli aspetti di regime che questo aneddoto rappresenta, al momento.
quello che più mi turba è la necessità di dover frullare tutto e trasformarlo in poltiglia stupida e superficiale, prima di farlo passare in televisione.
niente che non sia ipercalorico, ipertrofico e inutile arriva sullo schermo.
anche la storia, per la quale io ho il massimo rispetto, (forse perché non la conosco affatto- sei arrivata a 26 anni attraverso un liceo classico e un’università e non conosci la storia? ma come cazzo hai fatto? si può, si può.), se non è sotto forma di inchiesta pruriginosa, fiction, GOSSIP (cioè, piuttosto che i documentari sui vangeli apocrifi mi vedo “sorgente di vita”, eh. perché quella roba è gossip), banalizzazione, svuotamento, non arriva alla massa.
perché nessuno vuole che la massa pensi ma anche perché la massa, ormai, non ce la fa a metabolizzare niente di più denso di questi rotocalchi.
è lo show della realtà.
perché niente è interessante se non è uno schifo.
e credo che ormai le telecamere siano solo dei mezzi che registrano questo stato di cose, non delle lenti deformanti.
so bene di non aver scritto niente di nuovo.
ma al di là del mio indugiare divertito e forse consapevole sulla bruttezza e meschinità di ciò, sono un po’ preoccupata.
perché c’è tanta gente come topo muschiato, al mondo. fuori dalla televisione. magari stesse solo là dentro.
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