e visto che ci sono ringrazio asha, la quale gentilmente mi permette di abusare del suo spazio.

e visto che ci sono rispondo anche alla domanda che ha torturato in questi giorni i circa dodici milioni di lettori di fintotesto sparsi per il mondo: perché fintotesto ha chiuso? beh, semplicemente perché (al momento) non aveva più niente da dire.

e visto che ci sono rispondo ad un’altra domanda che probabilmente assillerà soprattutto sua madre: che fine ha fatto e farà neal? uhm… signora, neal sta bene, ma per un po’ cercherà di stare lontano dai riflettori (d’yer know what i mean?)

e visto che ci sono approfitto anche per salutare i fantastici lettori di fintotesto che continuano ad aprire numerosissimi la pagina in attesa di un’apparizione di una visione che ne so, di un post commemorativo…
(erbasalvia, lo so che sei tu a fare il reload duecento-volte-al-giorno)

e visto che ci sono (e, dato non trascurabile, qui sta piovendo) vi racconto anche di quella volta che neal e il suo amico james stavano sulla cima del monte everest con due etti di pakistano nella borsa e non riuscivano a liberarsi di quello sherpa pelato un po’ simile a gollum che voleva fregargli il preziosissimo panetto.

ah… mi dicono dalla regia che la storia del panetto l’ho già raccontata tredici volte e che tutte e tredici ha fatto cascare l’audiblog ai minimi storici.

vabbeh, allora racconto quella dei due sommozzatori che incontrano lo squalo? no, eh… nemmeno quell’altra dei… ah… no, devo proprio staccare. che deve partire il prossimo post.

vabbeh arrivederci allora. grazie, di tutto, sono commosso. siete fantastici. è stato bellisimo. dedico il premio a tutti voi anche se non ho vinto nessun premio. adieu. byebye. tchuss.

guarda che la storia dello sherpa funziona sempre, eh!
seh, seh…
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