quando stavo nell’altra città la musica me la procuravo su internet. avevo la collezione completa di tutte le cover esistenti di “the beat goes on”, “baby one more time” e “dear god”, ad esempio. winmx è il paradiso di chi ascolta la musica, e per quanto mi riguarda, di chi ascolta la musica senza cultura. puoi prenderti quello che vuoi.
a me ha sempre fatto impazzire la musica italiana classica. la ascolto come guardo la televisione. per cui se fossi stata nell’altra città quello che ho acquistato oggi l’avrei scaricato, senza spendere soldi.
più che altro, senza darli a una major discografica. e a gigi d’alessio.
perché gigi d’alessio mi fa impazzire.
il problema è che, fuor di metafora e di ironia, gigi è gigi. nessuno poteva dire niente agli indie rockers nel negozio che mi guardavano con aria di beffa compassionevole. e a niente serviva coprire il cd di gigi e il disagio con il dvd di Spun. Ehi amico, io sono come te! li ascolto anche io i franz ferdinand! ehi dove vai! ma non vedi che sono ironica? no? ma come no! è chiarissimo! guardami in faccia, dai, come posso essere una vera fan di gigi d’alessio? eddai, su… ma puntualmente l’indie rocker si gira dall’altra parte, magari commentando IRONICO, lui sì, col suo amico che annuisce. poraccia quella…
alle volte mi sorge il sospetto che ironico e finto siano la stessa cosa. che ironico e parruccato siano identici. perché al di fuori di ogni ironia, una che compra un disco di gigi d’alessio resta una che compra un disco di gigi d’alessio. e per quanto può scompisciarsi dal ridere mentre devasta i timpani dei suoi compagni di ufficio, resta una che ascolta musica di merda. o almeno, così riconosciuta dalla comunità a cui pressappoco appartiene.
e non si scappa. anche gli uddue ci hanno provato a fare gli ironici: vedi alla voce pop. sono rimasta solo io ad ascoltare quel disco. e guardacaso invece l’ultimo disco è assolutamente identico al qualsiasi disco medio degli u2. come dire “ok abbiamo scherzato”. che ci posso fare se mi affascina anna tatangelo? che ci posso fare se il testo di “ragazza di periferia” per me è uno dei più fulgidi esempi di canzone? che espressioni come “una ferita dentro l’anima” mi fanno andare in brodo di giuggiole?
niente. e infatti continuo ad ascoltare, imperterrita, musica di merda.
questo post è stato scritto traendo ispirazione da un adesivo in ticinese che recitava “troppi ricchi e troppi snob si sentono artisti pop”, e ascoltando il disco “quando la mia vita cambierà” di gigi.
per il trionfo di un’estetica senza la rottura di palle dell’estetica.

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