è ovvio e naturale pensare che a londra le scritte sugli attraversamenti pedonali “look left” e “look right” siano state messe solo per problemi culturali. nel senso, praticamente tutto il resto del mondo cammina in senso inverso, allora per essere gentili ve lo segnaliamo, dove dovete guardare.

solo che sono abbastanza convinta che tutto ciò serva anche ad altro.

ad esempio, in un locale a brick lane, c’è un bagno. sulla porta c’è scritto toilet. entri e ci sono due porte. una con scritto M e una con scritto F. quando esci, sulla porta da cui sei entrato vedi una scritta: Bar. casomai non sapessi da dove sei entrato.

poi l’esistenza di scritte esplicative in metropolitana del tipo “questo bottone lo devi premere per fare aprire la porta” oppure “appoggiati qui” o cose simili.

senza dimenticare poi l’ossessivo “ricordatevi del gradino tra il vagone e la banchina”.

insomma c’è poco da dire, londra è stata progettata per gli ubriachi. e in un modo così carino, tenero e disponibile che è quasi commovente. (per gli ubriachi, e per me.)

(e nonostante tutto, sono riuscita a:

rischiare di dimenticare il portafogli da un cappuccinaro.

perdere in aereoporto il poster testimone della fighissima mostra di saul bass.

dimenticare di procurare un adattatore per la corrente, rimanendo col cell spento e causando un mezzo terremoto in agenzia stamattina.)

londra oltre che a prova di ciucchi è anche geniale.

stavo scendendo le scale del museo del design, incazzata al cubo per una lite stupida quanto lo può essere una lite qualsiasi, mi appare sul pianerottolo un’immensa scritta fucsia NON C’E’ PROGRESSO SENZA COMPRENSIONE o una cosa del genere- m’è scappato da ridere, e ho capito che come essere umano sono ancora allo stadio australopiteco.

nota della redattrice:

il 30 settembre 2001 la fatakarabina scriveva il suo primo post.

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