la nave wasa, costruita in svezia qualche secolo fa, è affondata subito dopo il varo perché era dis-equilibrata.

la nave wasa era dis-equilibrata perché i costruttori sono stati costretti a seguire le indicazioni del re, che la voleva una volta più larga, una volta più lunga, un’altra volta più carica di cannoni, e via dicendo.

questo aneddoto mi ha ricordato qualcosa.

fino a che chi non ha le conoscenze ma ha il potere si occuperà di cose che non gli competono, usciranno sempre e solo navi destinate a morire il giorno stesso della loro nascita.

e noi, i manovali, continuiamo a guardare gli ingegneri mettersi le mani nei capelli dicendo “è una follia… è una follia.”, ma non possiamo fare niente. il re ha deciso, l’udienza è tolta.

oggi sono pronta per andare a comprare “26900” di beigbeder: non l’avevo mai voluto leggere perché nel periodo in cui è uscito stavo soffrendo le pene dell’inferno al master, avevo tanti dubbi sulle mie scelte e l’ultima cosa che volevo era un libro che gettasse lucidamente merda sul casino in cui mi stavo infilando. il master è finito, sono anche riuscita a laurearmi nel frattempo, lavoro da un anno, posso farcela.

in the meanwhile, in play rotatorio vanno gli ultimi acquisti musicali- di cui siamo soddisfatti-

ikara colt, modern apprentice

primal scream, evil heat

the flaming lips, yoshimi battles the pink robots

calexico, the black light

e poi un taccuino da viaggio viola, e una guida che mi guiderà alla scoperta di un paese bellissimo. tiè.

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