“fata, ma dove le hai prese quelle scarpe, alla mattel?”

body, solo perché una indossa dei favolosi sandali con tacchetto di legno, plantare rosa e fascetta con cinturino bianco e rosa…?

^_^

(non si dica mai che io li ho acquistati sperando che, per osmosi, dalle scarpe mi diventasse “di barbie” anche tutto il resto, ovverossia gambe, pancia, tette, eh.)

(meglio crogiolarsi nella scoperta organolettica della settimana: lo sbagliato. bevi negroni da due secoli e non hai mai provato la variante. poi scopri che la variante non è male, e potresti quasi eleggerla a cocktail del mese. bene, abbiamo un altro alcolico da farci venire a nausea.)

-acidi4dummies-

ore 21. piove. cammino svagatamente per piazza cordusio. assorta.

un urlo mi risveglia repentinamente.

“NON E’ POSSIBILE!”

mi giro di scatto. c’è un tipo, basso con i capelli rasati, con la faccia quasi incollata alla mia.

dopo la rianimazione d’urgenza, lo guardo con fare interrogativo.

lui continua, sempre a mille decibel (roba che il suonatore di sax vagabondo che sta sempre lì è costretto ad interrompere una magistrale esecuzione di “summertime”):

“NON E’ POSSIBILE, SEI BELLISSIMA!!”*

lo guardo.

“e tu mi fai prendere un infarto per dirmi sta cazzata?”

ma ti pare?

*eh, infatti, non è possibile.

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