tech for housewives


non avrei mai voluto ammetterlo in pubblico, e forse nessuno vuole, visto che è una cosa che pare non si debba dire. ma sono stanca, il re è nudo e bisogna che tutti sappiano come stanno davvero le cose.

i panni cattura-polvere non catturano davvero la polvere.

dopo Shogun, Miracle Blade, la macchina da cucina gigante Bosch, il Magic Bullet, la spazzola rotante asciugacapelli, l’arricciaverdure Lillo, ecco il mio nuovo irrinunciabile miglioravita casalingo, numero uno della wishlist. LO VOGLIO.

EDIT: dopo una rapida ricerca, ho scoperto che esiste in Italia, si chiama Starfold come nelle televendite che vedevo in Spagna, ed è disponibile su mediashopping, insieme ai favolosi ganci salvaspazio. peccato che è esaurito. certo, sarà andato a ruba!

ecco qua la pagina col video della bellissima televendita.

quando si tratta di gadget, feticci, devices tecnologici che elevano il fuffismo all’ennesima potenza, apple è sempre in prima linea. è vero, i computers mac non si bloccano mai, li lasci accesi una settimana e ti ci rimetti a lavorare come se niente fosse, poi non esistono virus per mac, bla bla bla. è vero, e poi sono tutti bellissimi, e poi il mondo si divide in utenti del pc e amanti del mac, eccetera eccetera eccetera.

poi è arrivato il luciferino ipod, il bellissimo e liscissimo suonatore di mp3 che ti constringeva a scaricarti un software di terza parte, per estrarre i TUOI mp3 dall’aggeggio, una volta inseriti là dentro. salto a piè pari il nuovo ipod shuffle, quello con la voce che ti dice cosa stai ascoltando, perché per me, parlarne, sarebbe sparare sulla croce rossa.

poi è arrivato l’iphone, la sagra della ditata, con tutte le sue applicazioni bellissime tipo “la livella” (è vero, giuro, l’ho visto in tv), e tutta una serie di caratteristiche legate alla telefonia (hai presente il suffisso phone?) che invece sono da migliorare, implementare, aggiustare, cose che non supporta, vabbè. però è bellissimo. eh, mamma mia quant’è bello. pensa che c’è gente che se l’è comprato, e poi però telefona con un altro telefonino – mi ricorda la casa nuova di una tipa appena sposata, ad ispica, provincia di ragusa, che aveva la cucina nuova bellissima, pure col divano (cosa che a 8 anni mi sembrava pazzesca), ma poi cucinava nel cucinino, per non rovinare la cucina nuova bella. cosa che a 8 anni mi sembrava pazzesca, e continua a sembrarmi tale.

non è che non mi piaccia occuparmi di gadget e feticci. semplicemente, se devo farlo, lo faccio in grande. perciò il mio nuovo oggetto del desiderio non è un gadget da ufficio. è un ufficio.

jobs, sei un pivello.

la giuria ritiene pertanto il Minipimer qui presente colpevole di concorso in tentato taglio di dito.

(concorso perché se non fosse stato attaccato alla corrente, e un dito dell’altra mano non avesse premuto il Magico Bottone che aziona il Pimer, mentre il dito in questione cercava di togliere i residui di macinato, non sarebbe successo.)

è proprio vero: there’s no place like home.

e tutta la paranoia del mondo non ti salverà (mai verbo fu più appropriato) dal non capire cosa è successo quando un progetto di sette ore risulta non essere stato salvato.

sbrigativamente potrebbe definirsi imbecillità, o minchionaggine.

ma secondo me sono questi i momenti in cui il Caos ti rende noto che no, non importa quanto tu ti sbatta per avere il controllo della tua esistenza. essa non è nelle tue mani, punto e basta.

chiedo quindi perdono agli dei per avere peccato di tracotanza, hybris, e mi riprometto di pensare meno spesso che sì, il Caos può essere evitato.

evoè, evoè.

foto scattata dalla signora maria.

foto scattata dalla signora maria.

lavastoviglie per gentile concessione del signor a.c. e dei suoi coinquilini.

lavastoviglie per gentile concessione del signor a.c. e dei suoi coinquilini.

dopo quasi sei anni di dittatura, la musica della signora maria s’è finalmente liberata dal giogo opprimente di Itunes.

era iniziata, come tutte le dittature, come una situazione che sembrava temporanea, avevo il mac in ufficio, e mi sono ritrovata a dover adattare il mio modo di pensare a quello di Itunes. Un’operazione che non m’è costata molto, Itunes una volta che sei entrato nei suoi meccanismi nazisti di auto-organizzazione delle canzoni, lo capisci perfettamente. Ma il fatto che dovessi io adattarmi a lui, e non lui a me, non mi è mai andato giù.

è continuata poi con l’ipod, che mi hanno regalato quasi tre anni fa. ormai Itunes mi sembrava una scelta obbligata, impossibile da evitare o da sostituire. che era diventata mio malgrado la mia scelta anche quando un lavoro in cui è obbligatorio usare il mac non ce l’avevo più.

e d’altra parte, in questi ultimi quasi tre anni, ogni volta che alla domanda “ma come fai ad usare Itunes?” ho risposto “e che ci posso fare, ho un ipod”, ho sempre visto rassegnati cenni di assenso, di empatia, di comprensione della mia disgrazia.

pensavo a winamp, il mio primo lettore di musica digitale, e mai dimenticato primo amore, con nostalgia, rimpianto, voglia di comprarmi un lettore mp3 diverso.

oh, mai nessuno che m’avesse detto “a mari’, guarda che winamp e l’ipod sono compatibili dal 2005.”

DAL 2005?

sì. e tra l’altro, winamp ti fa tranquillamente scaricare gli mp3 dall’ipod, copiando e incollando.

ODDIO, MA PERCHE’ NON ME L’AVETE DETTO PRIMA?

l’ho scoperto ieri per caso, quando d’un tratto mi sono detta “e dai, ci deve essere un modo per far comunicare ipod e winamp”… e il modo consisteva semplicemente nello scaricare l’installer di winamp.

beh, sai che c’è?

ADDIO, ODIOSO ITUNES.

ADDIO, ODIOSO ITUNES STORE.

ADDIO, ORGANIZZAZIONE DELLE CARTELLE IN CINQUEMILA SOTTOCARTELLE.

ADDIO “ALBUM SCONOSCIUTO”- “ARTISTA SCONOSCIUTO”-”TRACK01″.

ADDIO, MEZZ’ORA PER AVVIARE IL SOFTWARE.

ADDIO!

e invece…

BENTORNATE, CARTELLE ORGANIZZATE COME DICO IO! BENTORNATI, NOMI DEI FILE! BENTORNATA, POSSIBILITA’ DI ASCOLTARE ANCHE UN SOLO BRANO SENZA DOVER APRIRE UN SOFTWARE DA CINQUEMILA MILIONI DI GIGA DI RAM PER L’UTILIZZO! BENTORNATA, SEMPLICITA’!