campione auditel


foto linkata sul provvidenziale twitter PopTopoi.

foto linkata sul provvidenziale twitter PopTopoi.

mi sento solo di dire questo: la maionchi m’ha copiato il look. solo che io gli occhiali da vista di solito li metto sotto. è vero, è una delle cose esteticamente più ributtanti che si siano mai viste, ma quando continui a comprarti occhiali da sole di h&m da cinque euri, e le lenti a contatto ti terrorizzano, è l’unica cosa che si può fare per guidare la macchina quando c’è molto sole.

anyway: sto decidendo se prendere in squadra jury o la nuova entrata, che non so nemmeno come si chiama. jury è una scelta furba, la nuova invece, una scelta sperimentale. forse siamo ad un punto in cui la sperimentazione non paga, ma devo ancora pensarci un po’.

(alla domanda di bricoalessio “ma perché devi rispettare le regole, se giochi solo tu?” ho risposto con uno sguardo sdegnoso, facendo finta di niente – la testardaggine dei bimbi che hanno deciso di giocare lo stesso, anche se non gioca nessuno.)

menzioni d’onore:

Pieropelù, il fratello sparrow di Tomassini.
la sedia immensa “yomo anni 90″ di noemi vestita da topo minnie, con “l’immensità”.
le gambe di “walk this way”.
la luna di “guarda che luna”.
i baci di “24000 baci”.
l’àncora di “ancora”. (ah, no, lì c’erano solo immagini di Mina.)

potrei continuare così ancora per molto, ma devo andare a controllare il mio myspace per vedere se i bastard hanno accettato la mia richiesta d’amicizia.

chiudo con un breve aneddoto.

roma, esterno giorno, ora di pranzo. via cola di rienzo.
da circa venti metri di distanza vedo quattro loschi figuri, vestiti di nero, con una telecamera davanti. pensando di fare una battuta ilare, dico “eh, e chi cacchio sono, i farias?”.
erano i farias.
stacco.
roma, esterno sera, ore sette e mezza. televisione di casa. coperta in gran parte dal  quasi primo piano di F (grazie di esistere, F! mi hai salvato la vita!), sono in tv accanto ai farias.

oh my god.

foto scattata dalla signora maria.

foto scattata dalla signora maria.

come se:

aver pensato che il total black è noioso

cercare in discoteca un cameriere che ti porti via il bicchiere

avere il terrore, quando entro in un locale da ballo che non conosco, che non ci sia il guardaroba

prendere appunti al programma della clerici

sapere chi è ava abbott

andare in ansia al pensiero della polvere

rendermi conto che una delle motivazioni che potrebbero portarmi a smettere di fumare è evitare la cenere

mandare a memoria un metodo per cucinare al vapore

trovare gigi d’alessio divertente

trovare cesare cremonini simpatico

avere nostalgia per canzonissima e studio uno, anche se quando c’erano non ero neanche nella mente di Dio

sapere  almeno tre marche diverse di stoviglierie di porcellana

non fosse abbastanza, ieri mi sono accorta che

al numero dieci della classifica di TRL c’è miley cyrus. hannah montana.

l’idolo delle tween. neanche delle teen. delle tween. ok. mtv non è più, ufficialmente, un canale per me.

- vorrei svegliarmi il 25 novembre ed avere 30 anni, per sapere…

- signora maria, non ti preoccupare. il 25 novembre avrai già 30 anni.

- minchia. inizia bene il 2009.

come da titolo.

a domani, per gli altri commenti e updates.

nella misura in cui i gabbiani in genere affollano le discariche.

ogni anno è sempre la stessa storia: mi preparo per sanremo con gioia ed esaltazione, aspettandomi lo spettacolone trash che questa kermesse merita, una specie di iper-carramba tutto paillettes e lustrini. ed ogni anno, rimango sempre delusa. il problema è che, nei 12 mesi tra un sanremo e l’altro, l’affetto si sovrappone alla memoria effettiva, l’idea alla visione, e mi dimentico sempre dell’imbarazzo e della bruttezza – bruttezza solo testo, niente d’ironico o ironicamente deturnabile – dell’edizione precedente.

questo sanremo, inizia coerentemente con il suo modo di andare avanti: in maniera ORENDA.

la videosigla più brutta degli ultimi tempi, la videocassetta di Mina che ormai sembra il professor Oblivion di Videodrome, Bonolis che parla con una nana imbalsamata, raccontandole la storia della musica italiana dalla preistoria ad oggi. mon dieu.

(continua…)

ok, ho perso il primo concorrente, ambra marie, ma ne sono lieta, ho fatto una scempiaggine la settimana scorsa a non cambiarla con uno qualsiasi tra jury e i farias, perché aveva davvero fracassato gli zebedei: lamentosa, tendenzialmente ignorante, e non puoi pensare che “amore disperato” non si addica ad una cantante rock, posto che tu possa essere definita tale, una cantante che in sfida a studio spento canta di nuovo “wish you were here” senza essere costretta a farlo ha qualcosa di rockisticamente errato.

la settimana prossima si fa rimpasto sicuro. prendo uno nuovo, o prendo juri. forse mollo daniele, non lo so, ma enrico continua a starmi simpatico e i bastard ormai sono praticamente figli miei, li adoro senza riserve, non m’importa se escono, ho già i pennarelli per fare gli striscioni a trl.

(continua…)

è successo per caso, ma ovviamente essendo caso e caos anagrammi (morganizzazione in corso, completata 86%), non poteva essere un caso fino in fondo.

proprio oggi, nel giorno dell’ammmmore, ho scritto la prima puntata della rubrica per chi ama e odia con uguale intensità Lost, la serie più spaccapalle dell’universo. come scrissi da qualche parte l’anno scorso, Lost è come amare la persona sbagliata. sai che è sbagliata, che finirà male, ma non riesci ad evitarlo.

niente di più adatto, quindi, di una puntata zero proprio a san valentino.

i conti senza Lost #0, online su tvseriesaddicted- il blog dei serial watchers.

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