Quando la mafia vuole uccidere un nemico “politico” lo fa due volte. Prima con le armi e poi con il fango. Perché la mafia è un regime codardo, basato sull’omertà e sulla menzogna.

A chi si preoccupa per le derive autoritarie del nostro paese e cerca similitudini tra le squadracce del ventennio e le veline del nuovo millennio, vorrei far notare un dettaglio. Nella sua miseria, il regime fascista, colpiva col manganello, guardando negli occhi il nemico.

Questo non è un regime fascista, è un regime codardo e mafioso. Un regime che elimina il nemico solo una volta, lasciandolo in vita ma coperto di fango. Un regime che mina la credibilità dell’avversario, anche quando l’avversario è un’istituzione democratica. Questo è un regime ancora più pericoloso, perchè non guarda negli occhi, ma colpisce alle spalle. Come la mafia.

E, d’altra parte, è un regime che non ha avuto il coraggio di occupare il parlamento con squadracce di picchiatori, l’ha fatto con una masnada di delinquenti.

Questo perchè delinquente è il suo leader e delinquenti sono i suoi alleati. E chi sostiene questo regime, col suo voto o con il silenzio, non è altro che complice.

D’ora in avanti chiunque taccia, chiunque resti a guardare, sarà complice e delinquente.

—-

ps: aggiornamento – dissociati, non essere complice.

banner - non sono complice

banner - non sono complice

il tg3 ha un inviata che si chiama maria magari. e ogni volta che lanciano un suo servizio dicono: “ce ne parla maria, magari” così con questa pausa che sembra proprio una virgola.

ma a me, il primo maggio, il “concertone” – cito testualmente il tg3 – ha, su di me, questo potere impressionante tipo l’isola di lost: mi trascina indietro nel tempo.

“con me la fame chimica viene sempre sconfitta dalla pigrizia chimica” – si parlava di abbandonare il divano per andare a prendere un gelato.

Silvio Berlusconi e Lucia Annunziata (In mezzora – 12 Marzo 2006)

Lucia Annunziata e Michele Santoro (Annozero – 15 Febbraio 2009)

Mi domando se la Annunziata queste scene le prepari con i suoi autori o se siano spontanee. No, perché comincio a pensare che facciano parte del suo repertorio televisivo, oramai.

(continua…)

La gatta di Bush.

La povera gatta di Bush.

E’ con grande cordoglio che noi tutti ci uniamo al dolore della famiglia Bush per la scomparsa dell’amato congiunto.

Ci assale un dubbio: se la morte di un gatto lo addolora, il povero Bush dev’essere un uomo distrutto, considerando la quantità di morti innocenti che si porta sulla coscienza.

Condi, passami la pala! Voglio seppellirlo con le mie mani.

Cominciamo con un link.

Chi ci conosce sa già che siamo discretamente insani di mente. Che – quando il Napoli era in serie ci – prendevamo il treno da Milano per andare a vedere la partita, di pallone. Che – quando vivevamo a Barcellona – prendevamo l’aereo per andare a vedere le partite al San Paolo. E che – quando non prendevamo l’aereo – passavamo la domenica pomeriggio collegati allo streaming di questa webtv.

Chi ci conosce sa già che la domenica pomeriggio (o anche sera, o anche il sabato sera o pomeriggio e alcune volte anche il mercoledì sera) trasformiamo il salotto in un tempio e la tv in un altare. Che sotto l’altare c’è la maglia numero sette di Lavezzi e sulla poltrona, maniacalmente ordinati sempre nello stesso posto, ci sono telecomandi sigarette e cellulare. Insomma con la sciarpa – comprata per noi e nostro padre – seguiamo la partita con Lavezzi.

(continua…)

Se anche tu, quando vedi carlopastore (ma anche giuliano dei negramaro, jovanotti o un qualsiasi blogger-che-ha-scritto-un-romanzo) improvvisamente scopri di avere la dermatite seborroica, non sentirti più solo.

Solitamente non lo faccio, ma questo post mertita tutta la nostra attenzione.

« Pagina PrecedentePagina Successiva »